L’origine della filosofia e la ricerca dell’arché

 L’ORIGINE DELLA FILOSOFIA E LA RICERCA DELL'ARCHÈ


I primi filosofi greci, detti ionici perché provenivano dalla città di Mileto in Ionia, cercarono una spiegazione razionale dell'universo.

Essi cercarono una risposta razionale a questo tipo di domande:

  • qual è l’origine dell’universo?

  • come si spiega la vita sulla terra?

  • perchè le cose sono come sono e accadono come accadono?


Ai primi filosofi greci va il merito di essersi interrogati per primi sulla natura multiforme e mutevole del mondo e di aver individuato una causa, un principio originario, detto arché, da cui tutte le cose derivano.

L’arché rappresenta sia la materia di cui sono fatte le cose, sia la forza che le ha generate, sia la legge eterna che le rende comprensibili all’uomo.


Talete: 

Egli riteneva che l’acqua fosse l’arché, perché secondo lui ogni forma di vita dipende dall’acqua, perché fece riferimento alla nascita umana che avviene “rompendo le acque”. Talete non ricorre a un’interpretazione mitica o religiosa per spiegare l’origine dell’universo, ma utilizzò osservazioni razionali.

Talete immaginava il mondo come un disco piatto che fluttua sulle acque del mare. L’acqua è così il principio di tutte le cose.



Anassimandro:

Egli fu il primo a usare il termine arché e a identificare il principio originario con l’àpeiron, cioè ciò che è senza limiti, indefinito e infinito.

Egli pensava che l’origine di tutte le cose non potesse essere un elemento concreto, ma una sostanza indeterminata, da cui deriva e a cui tutto ritorna.

Anassimandro ritiene che tutto derivi da un processo di separazione e differenziazione regolato da una legge necessaria, chiamata Dike (Giustizia), che assicura l’equilibrio del cosmo.Non è un dio a creare o separare le cose, ma un movimento naturale e razionale: gli opposti si separano e si ricompongono in un ciclo eterno, dando origine a infiniti mondi.Tuttavia, la separazione dall’unità originaria è anche fonte di sofferenza e ingiustizia, perché genera molteplicità, conflitto e morte. Per questo, secondo Anassimandro, tutti gli esseri devono “pagare il fio” della loro nascita, cioè espiare la colpa di essersi staccati dell'unità primordiale, tornando infine all’àpeiron da cui provengono.


Anassimene:

Egli identifica l’arché con l’aria, simbolo del respiro e della vita:

 “Come l’anima nostra, che è aria, ci sostiene, così il soffio e l’aria circondano  il mondo intero.”

 Attribuisce all’aria i caratteri dell'infinito e del movimento incessante (continuo). Attraverso i processi di rarefazione e condensazione, essa dà origine ai diversi elementi: quando l’aria viene a rarefarsi diventa fuoco invece quando si condensa diventa vento, nuvole, acqua, terra e pietra.

L’universo nasce, si trasforma e ritorna all’aria in un ciclo di vita, morte e rinascita destinato a durare in eterno.



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