Il mito di Theuth è la dialettica


IL MITO DI THEUTH

Nel Fedro, Platone racconta il mito di Theuth, inventore dell’alfabeto, che presenta la sua scoperta al re egiziano sostenendo che renderà gli uomini più sapienti e migliorerà la memoria. Il re però non è d’accordo: afferma che la scrittura non rafforza la memoria, ma provoca oblio, perché le persone si affideranno ai segni scritti invece di ricordare con la propria mente. Inoltre la scrittura dà solo l’apparenza della sapienza, perché permette di conoscere molte cose senza averle davvero comprese.


Socrate paragona poi la scrittura alla pittura: le parole scritte sembrano vive ma, se interrogate, restano sempre uguali e non possono spiegarsi né difendersi. Uno scritto può arrivare a chiunque, anche a chi non è in grado di capirlo.


Per Socrate l’unico discorso veramente valido è quello vivo, che nasce nell’anima di chi apprende e si sviluppa nel dialogo tra persone, perché può rispondere, difendersi e adattarsi a chi ascolta.


LA DIALETTICA

Nel Fedro, Socrate descrive il metodo dialettico, che permette all’intelletto di comprendere le idee e i rapporti tra esse.


Il primo momento consiste nel ricondurre a un’unica idea gli elementi sparsi, osservandoli nel loro insieme per definirli con chiarezza.


Il secondo momento consiste nel dividere l’idea nelle sue specie, seguendo le articolazioni naturali senza spezzarle in modo arbitrario.


Questi due procedimenti, sintesi e analisi, permettono di pensare e parlare correttamente. Coloro che sanno riconoscere ciò che è insieme uno e molteplice e applicare questo metodo sono chiamati dialettici.


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